Salviamo il giglio di mare

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Descrizione

....e gli ecosistemi dunali

 

l’Italia ha oltre 7500 km di costa caratterizzata da un’elevata eterogeneità. Questi ambienti costieri sono strette zone di transizione tra gli ecosistemi marini e quelli terrestri dominati da forti gradienti ambientali che variano in funzione della distanza dal mare.

Diversi fattori di natura geomorfologica, climatica e biologica concorrono a modellare le dune sabbiose nel breve, medio e lungo periodo. L’azione dinamica e combinata di tutti questi fattori trova la sua espressione nella particolare disposizione degli habitat dunali, che tendono a disporsi seguendo fasce parallele alla linea di costa, e sono distinti in senso floristico, fisionomico, strutturale ed ecologico includendo habitat pionieri, situati sulla spiaggia emersa, le dune embrionali, le dune mobili e, procedendo verso l’interno, gli habitat di dune fisse e il retroduna.

Una delle caratteristiche principali delle dune sabbiose è la variabilità spaziale delle comunità vegetali dovuta al forte gradiente ambientale. Questo permette la coesistenza di distinte comunità in uno spazio relativamente ristretto. La vegetazione psammofila (adattata a crescere sulla sabbia) dei litorali bassi sabbiosi riveste un ruolo fondamentale nell’edificazione, nella stabilizzazione e nell’evoluzione geomorfologica dei sistemi dunali costieri. Essa esercita principalmente un’azione di ostacolo al trasporto eolico, favorendo l’accumulo dei sedimenti sabbiosi e impedendo il loro continuo avanzamento verso l’entroterra. Con i propri estesi apparati radicali essa aiuta infatti a consolidare il substrato, poiché trattiene la sabbia e ne permette l’ulteriore deposito. Le piante che colonizzano i sistemi dunali costieri devono perciò essere capaci di vivere in condizioni estreme e in apparenza insostenibili. Per questi motivi le specie psammofile presentano adattamenti, sia fisiologici (quelli che aumentano la tolleranza alle alte concentrazioni saline e alla scarsa disponibilità di acqua e nutrienti), che morfologici (come alcune strutture per conservare acqua di riserva, l’aumento della pelosità per contrastare gli effetti del vento marino, l’ispessimento delle cuticole per limitare l’evapotraspirazione, e il colore glauco per attenuare il surriscaldamento solare), che permettono loro di ovviare all’aridità fisiologica del substrato sabbioso e di sopravvivere in un ambiente così avverso.

In Italia Centrale, proprio come nel resto della regione Mediterranea, le dune costiere sono rimaste relativamente ben conservati dal punto di vista morfologico, idrologico e biologico fino alla fine del 19° secolo. Da allora l'intensificazione delle attività umane ha portato a grandi cambiamenti con un crescente degrado dei sistemi dunali, che spesso culmina con la loro scomparsa. Nel Lazio, e in Italia in generale, le minacce agli ecosistemi dunali derivano perlopiù dalle conseguenze dirette e indirette del turismo balneare di massa.

Tra le conseguenze indirette vi è anche l’introduzione di piante esotiche a scopo ornamentale. Alcune di queste esotiche riescono a stabilirsi con successo sui nostri litorali e possono facilmente invadere gli adiacenti habitat naturali. Esse possono quindi innescare processi di esclusione competitiva con la vegetazione autoctona. Le specie esotiche possono alterare le strette relazioni tra le componenti biotiche e quelle abiotiche nell’ecosistema, modificando la composizione delle specie, perturbando le relazioni nelle reti trofiche e la ripartizione delle risorse. Gli habitat centrali della zonazione presentano in particolare un numero maggiore di esotiche rispetto agli altri habitat, alcune di esse, come ad esempio Agave americana e Carpobrotus acinaciformis, hanno mostrato una particolare abbondanza.

 

Lista specie

Pancratium maritimum L.
Giglio di mare

 
Euphorbia paralias L.
Euforbia marina

 
Carpobrotus edulis (L.) N.E. Br
Fico degli ottentotti

 
Agave americana L.
Agave americana

 
Callinectes sapidus (Rathbun, 1896)
Granchio blu

 
Aplysia dactylomela Rang, 1828
Lepre di mare dagli anelli

 
Brithys crini Fabricius, 1775
Falena del pancrazio

 
Talitrus saltator (Montagu, 1808)
Pulce di mare

 
Scarites buparius (Forster, 1771)
Scaritone

 
Pimelia bipunctata (Fabricius, 1781) e Pimelia rugulosa Germar, 1824
Pimelia

 
Mappa segnalazioni
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LIFE13 ENV/IT/842

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